Coworking: dalla competizione alla collaborazione

Coworking: dalla competizione alla collaborazione

Ogni ambiente di lavoro esiste grazie alla combinazione di due forze interne fondamentali: competizione e cooperazione. Competere non ha soltanto un’accezione negativa, al contrario è l’energia che ci spinge a migliorare noi stessi. Un sano atteggiamento competitivo è quello che ci fa guardare all’altro come ad un modello a cui ispirarci per crescere nel nostro lavoro, impegnandoci fermamente per ciò che ci appassiona. La competizione può portare a risultati esemplari come il raggiungimento di scoperte innovative, o vendite di successo, ma soprattutto può accrescere la motivazione. I problemi sorgono solo nei posti di lavoro in cui l’estremizzazione della competizione interna non viene adeguatamente bilanciata. È l’eccesso di rivalità incontrollata a far esaurire le idee e le persone.

Marco, il nostro formatore di fiducia, è tornato e ha deciso di metterci alla prova attraverso <<un’attività semplice e divertente>>. Di semplice in realtà non c’è stato nulla, mentre il divertimento non è mancato! Tutti e 25 in riga, spalla contro spalla, in modo che il piede destro toccasse perfettamente il piede sinistro del nostro vicino di destra, abbiamo dovuto percorrere i quattro metri della sala come un’unità, senza mai staccare i piedi da quelli dei vicini! Marco era lì ad osservarci e a farci ricominciare da capo ogni volta che notava la più piccola imperfezione in questa camminata all’unisono. I tentativi sono stati innumerevoli e solo una perfetta coordinazione di movimenti e di intenti ci ha portati da un lato all’altro della stanza!

Chiaramente per far funzionare un gruppo di lavoro le variabili in gioco sono maggiori. Ogni gruppo ha le proprie caratteristiche ed è fondamentale prenderle in considerazione una ad una, monitorando continuamente l’andatura del gruppo. Proprio come Marco ha fatto attentamente passo dopo passo nella nostra camminata, affinché nessuno si perdesse o restasse staccato dal gruppo.

È fondamentale che all’interno del gruppo si crei un’interdipendenza positiva, ossia la percezione di essere collegati gli uni agli altri in un modo tale che il singolo non può avere successo senza fare gruppo. Esattamente come noi non avremmo potuto raggiungere l’altro lato del locale, se non restando collegati.

Per aumentare la cooperazione è inoltre fondamentale rispettare le norme sociali e Marco ci ha ricordato quanto sia importante rafforzarle, e se necessario, renderle esplicite in modo chiaro e coerente.

Competere e collaborare sono due forze vitali all’interno del gruppo, soprattutto se ci ricordiamo che la sfida, in ogni caso, non è mai con gli altri, ma con se stessi!